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il vino eleva l’anima e i pensieri, e le inquietudini
si allontanano dal cuore dell’uomo.

Pindaro (518 a.C. circa – 438 a.C. circa)

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Vino e Arte: il vino nella pittura

In occidente vi è sempre stato un forte connubio tra il vino e arte, in special modo per quanto riguarda la pittura grazie alla quale esso diventa un qualcosa di immortale. Il vino ha la capacità di coinvolgere tutte le facoltà sensoriali dell’uomo, tranne l’udito; per capirci meglio: il tatto entra in gioco attraverso l’immagine della mano che afferra il bicchiere, l’olfatto è rappresentato dall’immagine secondo cui il soggetto si gode il profumo del calice, la vista è rappresentata dall’osservazione del contenuto del calice ed infine il gusto trova la sua rappresentazione nell’assaporare ad ogni singolo sorso le qualità del vino.

Le più grandi civiltà pittoriche, come quelle del quattrocento o quelle dell’ottocento, sono legate al vino e hanno incrociato spesso il loro cammino; Il produttore di vino può essere accostato facilmente alla figura del pittore che crea la sua opera attraverso la tela, i pennelli e la tavolozza ricca di colori, allo stesso modo può essere visto il vignaiolo che per creare il suo vino deve dosarlo, mescolarlo e trasformarlo per farlo evolvere. Molti pittori hanno deciso di rappresentare all’interno dei propri capolavori il vino nei suoi molteplici aspetti e sfumature. Uno dei temi che viene raffigurato è quello della vendemmia.

Vi sono alcune opere realizzate nel corso del quattrocento e dell’ottocento che raffigurano il tema della vendemmia ponendo in evidenza l’operato dei lavoratori impegnati in quest’ultima e dei colori dell’imminente autunno, un esempio può essere l’opera “La vendemmia del Médoc” realizzata dal pittore Clément Boulanger; il dipinto è un olio su tela realizzato nel 1815 e che oggi è possibile ammirare nel Museo delle Belle Arti ubicato a Bordeaux.

Il quadro ci mostra una scena di uno dei momenti legati alla vendemmia, possiamo vedere come gli uomini trasportano un recipiente di legno appoggiato sopra delle assi. Essi passano tra le file di viti raccogliendo l’uva precedentemente tagliata dai vendemmiatori per poi versarla nel tino che successivamente viene portato verso il torchio. In altre opere viene anche raffigurato il tema della vinificazione, ossia quel processo biochimico che consiste nella trasformazione dell’uva in vino; Per quanto riguarda la rappresentazione pittorica di questo tema possiamo considerare come esempio l’opera “Il controllo delle botti“, realizzata dal pittore Hans Weiditz nell’anno 1530 ed attualmente custodita nel Museo Sammlungen nella città di Monaco. Il quadro rappresenta in modo chiaro le operazioni di controllo dei barili contenenti all’interno il vino. Queste operazioni vengono condotte affinché ci si accerti che quest’ultimo non venga manomesso alterandone la qualità. Si può certamente affermare che la massima rappresentazione del vino nel mondo della pittura raggiunga il suo apice nei ritratti.

Si può constatare che spesso nei ritratti vengano rappresentati gli uomini con il loro bicchiere colmo di vino, così pure le donne ma diversamente dagli uomini elle non vengono mai ritratte a bere da sole durante una festa o un ricevimento, ma sempre in compagnia poiché era pensiero comune che una donna sola con un bicchiere di vino sia un qualcosa di inquietante, tuttavia ritroviamo alcuni ritratti di donna rappresentate con un bicchiere o calice di vino in mano.

Paul Cézanne, 1839-1906, “I giocatori di carte”, Museo d’Orsay, Parigi. Tutto si svolge nel confronto tra due persone, l’arbitro è la bottiglia, sul tavolo pesano le braccia del contadino che sta giocando a carte. Vi è il rigore immobile della costruzione, e la definizione solida dei volumi, ma si afferra l’impercettibile esitazione del giocatore che si appresta a giocare la sua carta.

Vi porto all’attenzione due esempi: il primo dipinto è “Ritratto di Mattheus Schwarz, il vecchio” dipinto realizzato dall’artista tedesco Christoph Amberger può essere oggi ammirato presso il Museo di Lugano. Esso rappresenta appunto un ritratto raffigurante un nobile uomo; egli aveva fatto voto di rinuncia al bere, sullo sfondo possiamo notare un bicchiere colmo di vino rimasto integro sul davanzale della finestra. Egli successivamente decide di consultare i segni astronomici per poi giungere alla conclusione di sciogliere il voto in modo da non contrariare il volere del cielo.

L’altro esempio che vi sottopongo è un ritratto di donna realizzato nel 1648 da Louis e Antoine le Nain, il quale può essere ammirato nel Museo del Louvre nella città di Parigi. L’opera si incentra sulla figura femminile in primo piano; ella appare povera e vestita di stracci, stringe tra le mani un bicchierino di vino, ma ciò che colpisce è lo sguardo rivolto verso colui che osserva la tela.

Il vino assume ancora un altro significato nelle rappresentazioni di feste e celebrazioni; in questi casi viene visto come simbolo di comunione, di scambio tra persone e di condivisione. Spesso in queste rappresentazioni i bicchieri o la brocca di vino vengono posti al centro dell’opera come chiaro simbolo di socializzazione, ad esempio come nel dipinto “L’Epifania” realizzato da Gabriel Metsu, un pittore proveniente dalla scuola fiamminga. Il quadro rappresenta i festeggiamenti per l’Epifania; c’è un vecchio che è concentrato nei festeggiamenti che brinda gioioso sotto gli occhi della famiglia, centro dell’opera è appunto il bicchiere, stretto nella sua mano.

lydia-col-bicchiere-di-vinoFrancine van Hove, “Lydia con il bicchiere di vino”, 1981, Galleria Alain Blondel, Parigi. Il bicchiere nella forma piena come il seno che gli è accanto, la luce gioca un ruolo importante, descrive con raffinatezza corpi ed oggetti, una caraffa di vino per l’artista ha lo stesso valore di un riflesso su una pelle, un seno, un occhio, un tessuto.

Ci spostiamo verso una nuova rappresentazione del vino nella pittura: il vino nei caffè e nelle locande e in relazione all’amore. L’artista Vincent Van Gogh in “Il caffè di notte” rappresenta questo locale dove su ogni tavolino vi era una bottiglia di vino.

Il vino e l’amore si intrecciano formando un dolce connubio. Un esempio è “La mezzana” di Delf raffigurante una scena in una taverna nella quale vi sono due giovani; il ragazzo con una coppa di vino in una mano si è già abbandonato alla passione poiché la sua mano è sul petto della giovane.