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Pindaro (518 a.C. circa – 438 a.C. circa)

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Triple “A” una nuova tendenza dei vignaioli

AAALa sigla Triple A è un’idea di Luca Gargano, uno dei primi vignaioli a credere nei vini prodotti in maniera completamente naturale e nel pieno rispetto della terra. Triple A è un manifesto scritto nel luglio 2001 e trova la sua origine nella constatazione che la maggior parte dei vini in vendita ha caratteristiche organolettiche standardizzate ed è incapace di resistere alle mode. Sono vini realizzati con tecniche agricole ed enologiche che deprimono l’impronta del vitigno, trascurano l’incidenza del territorio e non rispecchiamo la personalità del vignaiolo.
La denominazione Triple A riunisce tutti quei produttori, nazionali e internazionali, che concepiscono il vino in maniera genuina e non permettono che la chimica danneggi i loro vigneti concepiti come fossero degli orti. I vignaioli intervengono lo stretto necessario nella produzione di questi capolavori da bere in cui è vietato categoricamente l’uso di lieviti selezionati. Le cantine associate al movimento Triple A desiderano distinguersi dalla massa e dai gusti più convenzionali e commerciali.

Per questo, i vini Triple A sono sempre unici.

Il significato della sigla Triple A

Secondo il manifesto di Luca Gargano, sono tre le doti necessarie per ottenere un grande vino e iniziano tutte con la vocale “A”. La Tripla A, infatti, sta per Agricoltori, Artigiani e Artisti.
“A” come Agricoltori perché solo colui che coltiva il vigneto in prima persona riesce a instaurare un rapporto corretto tra uomo e vite, a rispettare i tempi di maturazione e a ottenere un’uva sana grazie a interventi naturali.
“A” come Artigiani perché si applicano metodi e tecniche artigianali durante tutto il processo produttivo viticolo ed enologico senza modificare o alterare la struttura dell’uva e del vino.
“A” come Artisti perché ogni produttore con la propria sensibilità enoartistica crea un piccolo capolavoro. Un vino emozionante perché rappresenta ed esalta le peculiarità del territorio e del vitigno.

Il decalogo della Triple A

Partendo da questi presupposti, nel 2003 a Genova, Luca Gargano ha creato un protocollo che i vignaioli devono seguire se vogliono ottenere vini Triple A sani e naturali. Ecco le dieci regole d’oro che coniugano viticoltura naturale, biologica e biodinamica:

· I produttori devono essere agricoltori che coltivano i vigneti senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi e nel totale rispetto dei cicli naturali della pianta;

· Selezione manuale delle future viti, per una vera selezione massale;

· Uve sane e raccolte al termine della maturazione fisiologica;

· Utilizzo di mosti senza aggiunta di additivi e anidride solforosa;

· L’anidride solforosa può essere aggiunta in quantità minime soltanto nella fase dell’imbottigliamento;

· Impiego esclusivo di lieviti indigeni ed esclusione di lieviti selezionati;

· Nessun intervento chimico o fisico prima e durante la fermentazione alcolica con esclusione tassativa degli interventi di concentrazione attuati con qualsiasi metodo;

· Maturazione sulle “fecce fini” fino al momento dell’imbottigliamento;

· Nessuna correzione dei parametri chimici

· Nessuna chiarificazione o filtramento prima dell’imbottigliamento.