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	<title>news Archivi | Enoteca il Grifo</title>
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	<title>news Archivi | Enoteca il Grifo</title>
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		<title>Le birre di Natale</title>
		<link>https://www.enotecailgrifo.it/le-birre-di-natale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Nov 2018 12:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[birrifici artigianali]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[birre artigianali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo delle feste natalizie, tra i tanti regali da organizzare, spiccano le birre artigianali preparate proprio in questo periodo. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;arrivo delle feste natalizie, tra i tanti regali da organizzare, spiccano le birre artigianali preparate proprio in questo periodo. Sono molti infatti i birrifici che si prodigano a preparare e confezionare <strong>le birre di Natale</strong>. Una tradizione che sembra poco conosciuta e invece è molto di moda in tanti paesi ed ha origini antichissime; pare che siano nate più di 200 anni fa, per soddisfare le famiglie che amavano accompagnare la birra sia col salato che con il dolce, durante il pranzo natalizio.</p>
<p>La particolarità di queste birre è che sono tutte preparate in maniera artigianale seguendo meticolosamente vecchie ricette che le portano ad essere tra le migliori in assoluto e, messe a fermentare per tantissimo tempo. <strong>La tradizione</strong> delle birre di Natale <strong>arriva dal Belgio, dal Regno Unito e dalla Germania</strong>. Tutti paesi che, con la birra hanno fatto un&#8217;economia fruttuosa tanto da portarli ad esportarle in tutto il mondo.</p>
<p>Il <strong>Belgio</strong> si dice che sia il <strong>paese per eccellenza per la produzione di birre di Natale</strong> perché da sempre i produttori aggiungono alla bevanda varie spezie come cannella, cumino,zenzero, coriandolo, noce moscata e tante altre, che migliorano di gran lunga il sapore e di conseguenza risultano essere molto apprezzate. Non per niente in patria le chiamano le <em>Kierstbier</em> e le più richieste sono la <em>Stille Nacht de Doll</em>e che a quanto pare, ogni anno genera periodi di attesa abbastanza lunghi. Seguono a ruota la <em>Pere Noel di De Ranke, la Avec Les Bons Voeux di Dupont, la Canasten di Glazen Toren</em> e tante altre.</p>
<p><strong>Nella rigorosa e solenne Germania</strong> la produzione di birre di Natale è minima rispetto al Belgio, anche perché, in questo paese non c&#8217;è la tradizione di inserire delle spezie e quindi, quelle poche birre prodotte in quel periodo, hanno solo un sapore molto più forte e gradazione alcolica molto alta. Sono le stesse che si trovano durante l&#8217;anno solo che, per Natale <strong>viene cambiato il nome</strong>. Nel Regno Unito questa tradizione è molto sentita, non certo come il Belgio, però ogni anno si trovano birre artigianali natalizie anch&#8217;esse con l&#8217;impiego di alcune spezie. tra le più interessanti c&#8217;è la <em>Bad Elf, la Fusion di Moor e l&#8217;Old Winter Ale di Fullers. </em></p>
<p>Anche gli Stati uniti mantengono viva questa tradizione però in questo caso, è diverso il modo di produrre che, è del tutto personale e sempre più sperimentale. La loro produzione è sempre mirata ad una lavoro artigianale ma, non manca mai occasione per questo grande paese, di ingrandire il suo commercio ovunque. Comunque<strong> le birre americane artigianali</strong> non <strong>sono</strong> altro che, una <strong>versione rivisitata</strong> <strong>delle</strong> sue <strong>Imperial IPA</strong>.</p>
<p>Tra i produttori di birre artigianali di natale non poteva mancare il nostro caro bel paese che in sordina, lentamente, ha diffuso questa tradizione suscitando un clamore positivo per tutti gli appassionati. La spinta è arrivata con la continua pubblicità degli eventi natalizi, dedicati alle birre degli altri paesi. E così l&#8217;Italia, che ha una modesta produzione di birre, è entrata anch&#8217;essa in questo mercato differenziandosi dagli altri paesi per la caratteristica della maturazione che avviene in botti di legno. Sono tutte birre che vengono realizzate in quantità limitate.</p>
<p>Per quest&#8217;anno l&#8217;<strong>Enoteca il Grifo</strong> ha scelto il birrificio<a href="http://www.thewallbeer.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong> The Wall</strong></a> con la sua <strong>XMAS BEE</strong> che è una <em>Winter Warmer</em> dal colore ambrato, dal corpo dolce e strutturato sul quale spicca l&#8217;aroma floreale del miele utilizzato e l&#8217;intrigante speziatura composta da pepe di Timur, pepe di Cubeba, coriandolo e zenzero;  IBU 20  e Alc 10,3% vol.<br />
Insomma, che sia in Europa o in America, quest&#8217;usanza, ogni anno attira un numero elevato di consumatori, portando così tutti i birrifici artigianali a produrne sempre di più e, a creare dei veri e propri festival annuali a tema.</p>
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		<title>Irpinia: terra di vino, salumi e formaggi</title>
		<link>https://www.enotecailgrifo.it/irpinia-terra-di-vino-salumi-e-formaggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2018 07:07:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’antica tradizione enologica campana Pensare all’Italia significa pensare ai paesaggi mozzafiato della penisola, alla storia millenaria, alle tradizioni e gli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>L’antica tradizione enologica campana</h2>
<p>Pensare all’Italia significa pensare ai paesaggi mozzafiato della penisola, alla storia millenaria, alle tradizioni e gli usi locali e alle moltissime meraviglie artistiche che antichi pittori, scultori e architetti hanno donato a un Paese tanto bello. Pensare all’Italia significa anche fare riferimento alla sua antica tradizione eno-gastronomica e alla miriade di prodotti locali che ogni regione vanta. Non c’è una località specifica che la fa da padrona: tutto il territorio è ricchissimo di cibi particolari, di pietanze autoctone deliziose e nobili preparazioni. Tra queste ultime si trovano certamente i vini. Frutto della lavorazione di uve di diverso genere, più o meno pregiate, il vino è uno dei tanti emblemi della nostra penisola perché si trova in molte zone del Paese, ognuna con le sue specifiche peculiarità.<br />
Una regione molto ricca dal punto di vista enologico è la Campania, che coltiva a pari merito sia uve scure che chiare da moltissimi anni. Pare che la produzione del vino in questa zona anticipi addirittura la presenza dei Greci e con il passare dei secoli questa attività produttiva si è specializzata ed è diventata non solo una vera e propria arte, ma una scienza esatta.<br />
Tra i moltissimi vini prodotti in Campania, degni di nota sono i bianchi <strong>Greco di Tufo, il Fiano, il Falanghina</strong> e il rosso <strong>Aglianico</strong>.</p>
<h2>Enoteca Il Grifo: degustazione di vini campani della cantina I Capitani</h2>
<p>I vini campani possono essere gustati e acquistati in molti negozi o cantine della zona, ma per un’indimenticabile degustazione dei più importanti prodotti enologici della Campania anche fuori dalla regione, l’<a href="https://www.enotecailgrifo.it/enoteca-grifo/">Enoteca il Grifo</a> di <strong>Santo Stefano d&#8217;Aveto</strong>, in provincia di Genova, si mette a disposizione come comodo punto di riferimento per chi non ha la possibilità di acquistare direttamente dai produttori.<br />
I vini da degustare presso l’enoteca rappresentano i cavalli di battaglia di una pregiata <strong>cantina avellinese:</strong> <strong>I Capitani</strong>, situata a Torre le Nocelle in provincia di Avellino. I prodotti in questione sono dei bianchi pregiati e un rosso corposo, emblemi dell’antica tradizione vitivinicola del Sud Italia: il Greco di Tufo, il Falanghina, il Fiano e l’Aglianico.<br />
Presso l’<strong>Enoteca il Grifo</strong>, il cliente appassionato di vini avrà modo di assaporare il gusto morbido e caldo del Fiano di Avellino <em>DOCG</em>, con le sue note inconfondibili di mela verde, mandorle e tè verde. Il suo colore paglierino con sfumature che tendono al verde sarà anche una piccola gioia per gli occhi.<br />
Accanto al Fiano l’acquirente potrà anche apprezzare il pregiato e autoctono vino bianco <em>DOCG</em> Greco di Tufo. Di un colore giallo dorato e dal sapore delicato reso particolare dal retrogusto di mela, ginestra e agrumi, questo vino originario dell’<strong>Irpinia</strong> non può non conquistare i palati degli esperti e dei semplici appassionati. Lo stesso apprezzamento lo susciterà il gusto pieno e secco e il colore intenso del bianco Falanghina, nonché le sue note fruttate e floreali.<br />
Per chi apprezza invece dei rossi di carattere sarà appagato nel degustare i vari vini prodotti dal vitigno Aglianico, decisi, dal profumo fruttato e dal retrogusto delizioso di frutti di bosco, frutti rossi, vaniglia, mandorle e legno.<br />
Accanto a questi vini importanti della <strong>Cantina I Capitani</strong>, così caratteristici del territorio avellinese, l’<strong>Enoteca il Grifo</strong> metterà a disposizione un degno accompagnamento, composto da deliziosi prodotti gastronomici salumi e formaggi campani con cui assaporare i bianchi e i rossi. L’unione di vino e cibo, entrambi autoctoni della Campania e frutto di delicati processi produttivi di viticoltori e allevatori, renderà il momento della degustazione un istante magico, all’insegna della tradizione locale e della preziosa cultura gastronomica italiana.</p>
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		<item>
		<title>Birrificio Hammer</title>
		<link>https://www.enotecailgrifo.it/birrificio-hammer/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2018 07:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[birrifici artigianali]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[birreartigianali]]></category>
		<category><![CDATA[birrifici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce nel 2015 il birrificio Hammer di Villa D&#8217;Adda. I due soci fondatori, Fausto e Roberto Brigati hanno ben in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce nel 2015 il <strong>birrificio Hammer</strong> di Villa D&#8217;Adda. I due <strong>soci fondatori, Fausto e Roberto Brigati</strong> hanno ben in mente come vogliono strutturare il birrificio e sopratutto cosa vogliono diventare. 1300 mq di superficie produttiva, cinque fermentatori da 2.500 e 5.000 litri, sala cottura da 20 ettolitri, una linea di depurazione dell&#8217;acqua, celle di stoccaggio per la produzione, e una linea d&#8217;imbottigliamento a pressione isobarica. Ben presto <strong>si unisce a loro Marco Valeriani, uno dei più noti mastri birrai italiani</strong> il quale ha pensato di ideare per Hammer una gamma di birre in stile anglo-americana inserendo al loro interno qualche contaminazione europea, sopratutto tedesca.</p>
<p>Nascono così le <strong>IPA WaveRunner</strong> e<strong> Coral, la Double IPA Killer Queen</strong>, la Black<strong> IPA Black Queen</strong> e la <strong>Session IPA Mini</strong>. Ad esempio, forti luppolature con sentori intensi nella <em>WaveRunner che è stata la vincitrice del premio Birra dell&#8217;anno 2017 a Rimini</em>, come miglior American IPA, destinata solamente a chi ama le luppolature intense americane. Merita un accenno anche la Killer Queen, estrema double IPA ramata, grado alcolico 8% , secca con intense doti aromatiche.<br />
Tutti questi prodotti sono impeccabili e tecnicamente perfetti tanto che <strong>nel 2016 Valeriani ottiene la targa di mastro birraio dell&#8217;anno</strong>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Marco Valeriani e dei soci fondatori è quello di fare delle <strong>birre buone e di qualità</strong>. Proprio per questo motivo, tutte le birre create si differenziano da molte altre presenti sul mercato per gli alti standard qualitativi con cui sono prodotte, per lo spirito innovativo e ovviamente per l&#8217;artigianalità. Sperimentazione di nuovi ingredienti miscelati tra loro, intuizione, studio e flessibilità. Queste birre sono sicuramente di nicchia, il frutto di un duro e pensato lavoro manuale e artigianale, ed <strong>è possibile trovarle</strong> <strong>presso</strong> l&#8217;<strong>Enoteca il Grifo</strong>, che ha il semplice scopo di diffondere tra gli amanti delle birre, i piccoli e medi birrifici artigianali italiani che puntano sull&#8217;innovazione e sugli alti standard qualitativi.</p>
<p>Birre che non è possibile trovare nella grande distribuzione, ideali da sorseggiare rigorosamente in buona compagnia, con un tagliere di degustazione e tanto tempo libero a disposizione per godersi appieno i gusti e i profumi che questi prodotti lasciano al naso e al palato.</p>
<p>Non solo birre in stile anglo-americane, ma anche quelle che riportano la <strong>contaminazione tedesca</strong>. E&#8217; cosi che <strong>nasce la Westfalia</strong>, bionda di carattere che più di tutte vuole racchiudere il senso di libertà che si sprigiona bevendola. Delicatamente luppolata, perfetta da bere da sola ma ideale anche durante il pasto. Rotonda e bilanciata, presenta un grado alcolico moderato 5%. Non manca nel loro catalogo la <strong>birra nera Bulk</strong> al cui naso emergono intense noto di caramello e malto. Al palato cioccolato, caffè si mescolano in delicate sfumature che riportano in mente il whisky. Infine la <strong>Daarbulah, Imperial Stout</strong> scura e di alto grado alcolico che presenta avena e zucchero di canna grezzo miscelati con malti torrefatti e caramellati. Al naso aromi di caffè, liquirizia e cacao.</p>
<p>Per concludere, si è visto come il <strong>birrificio artigianale Hammer</strong> sia una realtà in continua espansione, frutto della sapiente <strong>unione di saperi e intuizioni che regalano prodotti di eccellenza</strong> amati dagli appassionati delle buone, intense e particolari birre. Impossibile non venire rapiti dalla ricchezza dei prodotti nel catalogo, ciascuno con la sua storia e la propria particolarità. Si sentirà sempre più spesso parlare del birrificio Hammer e della <strong>bravura tecnica di Marco Valeriani</strong>, poiché in poco più di due anni, <em>Hammer-Italian Craft Beer</em> è diventato nel nostro Paese, uno dei punti di riferimento per quanto riguarda la birra artigianale.</p>
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		<title>Cinema in contrada &#8211; Cinema all&#8217;aperto</title>
		<link>https://www.enotecailgrifo.it/cinema-in-contrada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jun 2018 15:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del 34° Rally della Lanterna e 2° Rally Val d’Aveto, l’Enoteca il Grifo e l’Hosteria Luna Piena con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.enotecailgrifo.it/cinema-in-contrada/">Cinema in contrada &#8211; Cinema all&#8217;aperto</a> proviene da <a href="https://www.enotecailgrifo.it">Enoteca il Grifo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del <a href="http://www.lanternarally.it/home.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>34° Rally della Lanterna e 2° Rally Val d’Aveto</strong></a>, l’<strong>Enoteca il Grifo</strong> e l’<strong>Hosteria Luna Piena</strong> con l’aiuto e la collaborazione del <a href="http://www.comune.santostefanodaveto.ge.it" target="_blank" rel="noopener">Comune di Santo Stefano d&#8217;Aveto</a> (GE) sono lieti di proporre il cinema all&#8217;aperto e più precisamente CINEMA IN CONTRADA nella serata del <strong>14 Luglio (ore 21,30 circa)</strong>. Si tratta di un&#8217;occasione di aggregazione culturale molto particolare che il borgo di Santo Stefano d&#8217;Aveto, immerso in un contesto naturale di rara bellezza, vuole omaggiare ai “<em>rallysti</em>”, a tutti residenti e ai visitatori di ogni dove.</p>
<p>Nell&#8217;occasione si potrà assistere a una rappresentazione cinematografica all&#8217;aperto. Il <strong>film a</strong> tema che verrà proiettato potrà essere guardato comodamente seduti e con <strong>ingresso libero</strong>. La partecipazione alla serata del cinema all&#8217;aperto non richiede alcuna prenotazione ed è assolutamente libera. CINEMA IN CONTRADA si terrà presso la piazzetta del Mercato, esattamente nella contrada del paese.</p>
<p>La pellicola che verrà trasmessa <strong>sabato 14 luglio</strong> sarà “<strong>Veloce come il vento</strong>”. Uscito nel 2016, sotto la regia<strong> di Matteo Rovere</strong>, si tratta di un film liberamente ispirato alla vita del noto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Capone" target="_blank" rel="noopener">pilota di rally <strong>Carlo Capone</strong></a>. Altrimenti conosciuto con il titolo originale Race, questa pellicola è stata interpretata non solo da un convincente <strong>Stefano Accorsi</strong>, ma anche dalla giovane e allora esordiente <strong>Matilda De Angelis</strong>.</p>
<p>Pur senza emulare le classiche pellicole americane, Veloce come il vento, che è una produzione <em>Fandango con Rai Cinema</em>, saprà tenere incollati allo schermo appassionati di rally e non. Le gare di <em>Gran Turismo</em>, gli allenamenti e bizzarrie dei personaggi saranno in grado d&#8217;intrattenere con successo per 119 minuti. Non è un caso che il film abbia ottenuto 16 candidature, vinto 6 David di Donatello e 2 Nastri d&#8217;Argento.</p>
<p><strong>Santo Stefano d&#8217;Aveto inaugura così un nuovo evento: il CINEMA IN CONTRADA</strong>, che potrà avere un seguito in un futuro non troppo lontano. Il cinema all&#8217;aperto è un evento diventato possibile <strong>grazie all&#8217;impegno profuso dimostrato dall&#8217;Enoteca il Grifo e dall&#8217;Hosteria Luna Piena</strong>, che hanno voluto omaggiare i partecipanti con questa nuova iniziativa.</p>
<p>L&#8217;intento finale è anche quello di permettere ai residenti e ai turisti, pure quelli provenienti dall’estero, di poter godere della magica esperienza del cinema all’aperto. A questo proposito la scelta del film Veloce come il vento, oltre a essere aderente al tema <em>rallystico</em> saprà emozionare spettatori variegati. Tutti gli appassionati di rally, i curiosi e i nostalgici delle proiezioni all&#8217;aperto sono invitati<strong> sabato 14 luglio 2018</strong> all&#8217;evento CINEMA IN CONTRADA, presso la piazzetta del Mercato a Stefano d&#8217;Aveto (GE).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vino e Arte: il vino nella pittura</title>
		<link>https://www.enotecailgrifo.it/vino-e-arte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2018 07:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[sul vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.enotecailgrifo.it/vino-e-arte/">Vino e Arte: il vino nella pittura</a> proviene da <a href="https://www.enotecailgrifo.it">Enoteca il Grifo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1524739444294" ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p>In occidente vi è sempre stato un forte connubio tra il <strong>vino e arte</strong>, in special modo per quanto riguarda la pittura grazie alla quale esso diventa un qualcosa di immortale. Il vino ha la capacità di coinvolgere tutte le facoltà sensoriali dell&#8217;uomo, tranne l&#8217;udito; per capirci meglio: il tatto entra in gioco attraverso l&#8217;immagine della mano che afferra il bicchiere, l&#8217;olfatto è rappresentato dall&#8217;immagine secondo cui il soggetto si gode il profumo del calice, la vista è rappresentata dall&#8217;osservazione del contenuto del calice ed infine il gusto trova la sua rappresentazione nell&#8217;assaporare ad ogni singolo sorso le qualità del vino.</p>
<p>Le più grandi civiltà pittoriche, come quelle del <em>quattrocento</em> o quelle dell&#8217;<em>ottocento</em>, sono legate al vino e hanno incrociato spesso il loro cammino; Il produttore di vino può essere accostato facilmente alla figura del pittore che crea la sua opera attraverso la tela, i pennelli e la tavolozza ricca di colori, allo stesso modo può essere visto il vignaiolo che per creare il suo vino deve dosarlo, mescolarlo e trasformarlo per farlo evolvere. Molti <strong>pittori</strong> hanno deciso di <strong>rappresentare</strong> all&#8217;interno dei propri capolavori il vino nei suoi molteplici aspetti e sfumature. Uno dei temi che viene raffigurato è quello della <strong>vendemmia</strong>.</p>
<p>Vi sono alcune opere realizzate nel corso del <em>quattrocento</em> e dell&#8217;<em>ottocento</em> che raffigurano il tema della vendemmia ponendo in evidenza l&#8217;operato dei lavoratori impegnati in quest&#8217;ultima e dei colori dell&#8217;imminente autunno, un esempio può essere l&#8217;opera &#8220;<em>La vendemmia del Médoc</em>&#8221; realizzata dal pittore <strong>Clément Boulanger</strong>; il dipinto è un olio su tela realizzato nel <em>1815</em> e che oggi è possibile ammirare nel <strong>Museo delle Belle Arti</strong> ubicato a <strong>Bordeaux</strong>.</p>
<p>Il quadro ci mostra una scena di uno dei momenti legati alla vendemmia, possiamo vedere come gli uomini trasportano un recipiente di legno appoggiato sopra delle assi. Essi passano tra le file di viti raccogliendo l&#8217;uva precedentemente tagliata dai vendemmiatori per poi versarla nel tino che successivamente viene portato verso il torchio. In altre opere viene anche raffigurato il tema della vinificazione, ossia quel processo biochimico che consiste nella trasformazione dell&#8217;uva in vino; Per quanto riguarda la rappresentazione pittorica di questo tema possiamo considerare come esempio l&#8217;opera &#8220;<em>Il controllo delle botti</em>&#8220;, realizzata dal pittore <strong>Hans Weiditz</strong> nell&#8217;anno <em>1530</em> ed attualmente custodita nel <strong>Museo Sammlungen</strong> nella città di <strong>Monaco</strong>. Il quadro rappresenta in modo chiaro le operazioni di controllo dei barili contenenti all&#8217;interno il vino. Queste operazioni vengono condotte affinché ci si accerti che quest&#8217;ultimo non venga manomesso alterandone la qualità. Si può certamente affermare che la massima rappresentazione del vino nel mondo della pittura raggiunga il suo apice nei ritratti.</p>
<p>Si può constatare che spesso nei ritratti vengano rappresentati gli uomini con il loro bicchiere colmo di vino, così pure le donne ma diversamente dagli uomini elle non vengono mai ritratte a bere da sole durante una festa o un ricevimento, ma sempre in compagnia poiché era pensiero comune che una donna sola con un bicchiere di vino sia un qualcosa di inquietante, tuttavia ritroviamo alcuni ritratti di donna rappresentate con un bicchiere o calice di vino in mano.</p>
<p><strong><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-17709 alignleft" src="https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/04/i-giocatori-di-carte-300x256.jpg" alt="" width="300" height="256" srcset="https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/04/i-giocatori-di-carte-300x256.jpg 300w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/04/i-giocatori-di-carte-240x205.jpg 240w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/04/i-giocatori-di-carte-360x307.jpg 360w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/04/i-giocatori-di-carte.jpg 388w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Paul Cézanne</strong>, 1839-1906, &#8220;<em>I giocatori di carte&#8221;,</em> <strong>Museo d’Orsay, Parigi</strong>. Tutto si svolge nel confronto tra due persone, l’arbitro è la bottiglia, sul tavolo pesano le braccia del contadino che sta giocando a carte. Vi è il rigore immobile della costruzione, e la definizione solida dei volumi, ma si afferra l’impercettibile esitazione del giocatore che si appresta a giocare la sua carta.</p>
<p>Vi porto all&#8217;attenzione due esempi: il primo dipinto è &#8220;<em>Ritratto di Mattheus Schwarz, il vecchio</em>&#8221; dipinto realizzato dall&#8217;artista tedesco <strong>Christoph Amberger</strong> può essere oggi ammirato presso il <strong>Museo</strong> di <strong>Lugano</strong>. Esso rappresenta appunto un ritratto raffigurante un nobile uomo; egli aveva fatto voto di rinuncia al bere, sullo sfondo possiamo notare un bicchiere colmo di vino rimasto integro sul davanzale della finestra. Egli successivamente decide di consultare i segni astronomici per poi giungere alla conclusione di sciogliere il voto in modo da non contrariare il volere del cielo.</p>
<p>L&#8217;altro esempio che vi sottopongo è un ritratto di donna realizzato nel <em>1648</em> da<strong> Louis e Antoine le Nain</strong>, il quale può essere ammirato nel <strong>Museo</strong> del <strong>Louvre</strong> nella città di <strong>Parigi</strong>. L&#8217;opera si incentra sulla figura femminile in primo piano; ella appare povera e vestita di stracci, stringe tra le mani un bicchierino di vino, ma ciò che colpisce è lo sguardo rivolto verso colui che osserva la tela.</p>
<p>Il vino assume ancora un altro significato nelle rappresentazioni di feste e celebrazioni; in questi casi viene visto come simbolo di comunione, di scambio tra persone e di condivisione. Spesso in queste rappresentazioni i bicchieri o la brocca di vino vengono posti al centro dell&#8217;opera come chiaro simbolo di socializzazione, ad esempio come nel dipinto &#8220;<em>L&#8217;Epifania</em>&#8221; realizzato da <strong>Gabriel Metsu</strong>, un pittore proveniente dalla scuola fiamminga. Il quadro rappresenta i festeggiamenti per l&#8217;Epifania; c&#8217;è un vecchio che è concentrato nei festeggiamenti che brinda gioioso sotto gli occhi della famiglia, centro dell&#8217;opera è appunto il bicchiere, stretto nella sua mano.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-medium wp-image-17708 alignright" src="https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/04/lydia-col-bicchiere-di-vino-215x300.jpg" alt="lydia-col-bicchiere-di-vino" width="215" height="300" srcset="https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/04/lydia-col-bicchiere-di-vino-215x300.jpg 215w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/04/lydia-col-bicchiere-di-vino-240x334.jpg 240w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/04/lydia-col-bicchiere-di-vino.jpg 356w" sizes="(max-width: 215px) 100vw, 215px" />Francine van Hove</strong>, &#8220;<em>Lydia con il bicchiere di vino&#8221;</em>, <em>1981</em>,<strong> Galleria Alain Blondel, Parigi.</strong> Il bicchiere nella forma piena come il seno che gli è accanto, la luce gioca un ruolo importante, descrive con raffinatezza corpi ed oggetti, una caraffa di vino per l’artista ha lo stesso valore di un riflesso su una pelle, un seno, un occhio, un tessuto.</p>
<p>Ci spostiamo verso una nuova rappresentazione del vino nella pittura: il vino nei caffè e nelle locande e in relazione all&#8217;amore. L&#8217;artista <strong>Vincent Van Gogh</strong> in &#8220;<em>Il caffè di notte</em>&#8221; rappresenta questo locale dove su ogni tavolino vi era una bottiglia di vino.</p>
<p>Il vino e l&#8217;amore si intrecciano formando un dolce connubio. Un esempio è &#8220;<em>La mezzana</em>&#8221; di <strong>Delf</strong> raffigurante una scena in una taverna nella quale vi sono due giovani; il ragazzo con una coppa di vino in una mano si è già abbandonato alla passione poiché la sua mano è sul petto della giovane.</p>

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		<title>Triple &#8220;A&#8221; una nuova tendenza dei vignaioli</title>
		<link>https://www.enotecailgrifo.it/triple-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2018 15:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[sul vino]]></category>
		<category><![CDATA[triple a]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La maggior parte dei vini attualmente prodotti nel mondo sono standardizzati, cioè ottenuti con tecniche agronomiche ed enologiche che mortificano l’impronta del vitigno, l’incidenza del territorio e la personalità del produttore. La standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nei caratteri organolettici e incapaci di sfidare il tempo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1524739472354" ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-17543 alignright" src="https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-triplea-300x108.jpg" alt="AAA" width="300" height="108" srcset="https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-triplea-300x108.jpg 300w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-triplea-240x86.jpg 240w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-triplea-360x129.jpg 360w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-triplea.jpg 504w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La sigla <strong>Triple A</strong> è un’idea di <strong>Luca Gargano</strong>, uno dei primi vignaioli a credere nei vini prodotti in maniera completamente naturale e nel pieno rispetto della terra. Triple A è un manifesto scritto nel luglio 2001 e trova la sua origine nella constatazione che la maggior parte dei vini in vendita ha caratteristiche organolettiche standardizzate ed è incapace di resistere alle mode. Sono vini realizzati con tecniche agricole ed enologiche che deprimono l’impronta del vitigno, trascurano l’incidenza del territorio e non rispecchiamo la personalità del vignaiolo.<br />
La denominazione <strong>Triple A</strong> riunisce tutti quei produttori, nazionali e internazionali, che concepiscono il vino in maniera genuina e non permettono che la chimica danneggi i loro vigneti concepiti come fossero degli orti. I vignaioli intervengono lo stretto necessario nella produzione di questi capolavori da bere in cui è vietato categoricamente l&#8217;uso di lieviti selezionati. Le cantine associate al movimento <strong>Triple A</strong> desiderano distinguersi dalla massa e dai gusti più convenzionali e commerciali.</p>
<blockquote><p>
<em>Per questo, i vini Triple A sono sempre unici.</em>
</p></blockquote>

		</div>
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			<h3>Il significato della sigla Triple A</h3>
<p>Secondo il manifesto di Luca Gargano, sono tre le doti necessarie per ottenere un grande vino e iniziano tutte con la vocale &#8220;A&#8221;. La Tripla A, infatti, sta per Agricoltori, Artigiani e Artisti.<br />
<strong>&#8220;A&#8221; come Agricoltori</strong> perché solo colui che coltiva il vigneto in prima persona riesce a instaurare un rapporto corretto tra uomo e vite, a rispettare i tempi di maturazione e a ottenere un’uva sana grazie a interventi naturali.<br />
<strong>&#8220;A&#8221; come Artigiani</strong> perché si applicano metodi e tecniche artigianali durante tutto il processo produttivo viticolo ed enologico senza modificare o alterare la struttura dell’uva e del vino.<br />
<strong>&#8220;A&#8221; come Artisti</strong> perché ogni produttore con la propria sensibilità enoartistica crea un piccolo capolavoro. Un vino emozionante perché rappresenta ed esalta le peculiarità del territorio e del vitigno.</p>
<h3>Il decalogo della Triple A</h3>
<p>Partendo da questi presupposti, nel 2003 a Genova, Luca Gargano ha creato un protocollo che i vignaioli devono seguire se vogliono ottenere vini Triple A sani e naturali. Ecco le dieci regole d’oro che coniugano viticoltura naturale, biologica e biodinamica:</p>
<p>· I produttori devono essere agricoltori che coltivano i vigneti senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi e nel totale rispetto dei cicli naturali della pianta;</p>
<p>· Selezione manuale delle future viti, per una vera selezione massale;</p>
<p>· Uve sane e raccolte al termine della maturazione fisiologica;</p>
<p>· Utilizzo di mosti senza aggiunta di additivi e anidride solforosa;</p>
<p>· L&#8217;anidride solforosa può essere aggiunta in quantità minime soltanto nella fase dell’imbottigliamento;</p>
<p>· Impiego esclusivo di lieviti indigeni ed esclusione di lieviti selezionati;</p>
<p>· Nessun intervento chimico o fisico prima e durante la fermentazione alcolica con esclusione tassativa degli interventi di concentrazione attuati con qualsiasi metodo;</p>
<p>· Maturazione sulle &#8220;fecce fini&#8221; fino al momento dell’imbottigliamento;</p>
<p>· Nessuna correzione dei parametri chimici</p>
<p>· Nessuna chiarificazione o filtramento prima dell’imbottigliamento.</p>

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		<title>Viaggio sulla via dello Champagne</title>
		<link>https://www.enotecailgrifo.it/via-dello-champagne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 11:31:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[champagne]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo scelto Les Riceys per la nostra Enoteca il Grifo perchè crediamo che il prodotto di questa terra sia al pari delle grandi etichette più affermate e note nel mercato italiano e internazionale. Abbiamo scoperto la passione di queste famiglie, come Pelissot, che mettono ogni anno nella realizzazione di un vino di eccellenza e che tramandi i sapori della terra sulla quale sono nati e cresciuti. </p>
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			<p><em>Chi, tra gli amanti delle bollicine, non ha mai sentito parlare della via dello champagne</em>? E&#8217; un percorso di 220 km, tra valli e colline, in cui si attraversano circa una trentina di villaggi immersi tra fantastiche vigne e produzioni dei migliori champagne. Un percorso molto particolare considerato patrimonio culturale, nei quali si scopriranno tutti i segreti, tramandati da padre in figlio, del vino più famoso al mondo.<br />
Tra i vari villaggi, non si può non imbattersi nel <strong>Les Riceys</strong>, che si trova nel cuore pulsante della Côte des Bars e a cui appartiene il più grande vigneto al mondo di champagne. La natura del territorio di <strong>Les Riceys</strong> ha permesso di produrre varietà di vino come lo chardonnay, pinot nero e pinot meunier, ma anche piccole quantità di pinot grigio o pinot bianco. in ogni caso il <strong>villaggio di Les Riceys</strong>, ha un primato unico e imbattibile, ovvero possiede ben 3 denominazioni AOC (la nostra Denominazione di origine controllata): Rosé des Riceys, Champagne e Coteaux Champenois.</p>

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	</div>

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			<p>Abbiamo scelto questa località della Francia per la nostra <strong><a href="https://www.enotecailgrifo.it/enoteca-grifo/">Enoteca il Grifo</a> </strong>perchè crediamo che il prodotto di questa terra sia al pari delle grandi etichette più affermate e note nel mercato italiano e internazionale. Abbiamo scoperto la passione di queste famiglie, come <strong>Pelissot</strong>, che mettono ogni anno nella realizzazione di un vino di eccellenza e che tramandi i sapori della terra sulla quale sono nati e cresciuti. Abbiamo selezionato il <strong>millesimato di Morize</strong>, un vino unico, con un retrogusto di prugna intenso che lascia il palato morbido e raffinato.</p>
<p>Ovviamente nella nostra scelta non potevano mancare i rosè della zona. Per quanto riguarda il <strong>Rosé des Riceys</strong>, è un vino davvero raro e pregiato; raro perché non se ne produce abbastanza, ma solo perché i viticoltori devono attenersi ad una normativa particolarmente rigida, che limita la produzione di questo particolare vino sia nelle quantità (non possono essere prodotte più di 50.000 bottiglie) che nei modi (questo vino non può essere prodotto tutti gli anni). Il segreto di questo vino è il suo processo produttivo. Tutto nasce dal tipo di terreno dove l&#8217;uva viene prodotta, ovvero si tratta di un terreno formato da piccoli bacini, in cui le temperature invernali sono particolarmente fredde, mentre d&#8217;estate sono molto alte, tanto che un vino da un produttore all&#8217;altro può cambiare nel colore e nel gusto, per questo si parla di annate.</p>

		</div>
	</div>
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<blockquote><p>
A migliorare la bellezza di una donna ci riesce solo lo champagne
</p></blockquote>
<p>(<em>Madame Du Pompadour</em>)</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 30px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid vc_custom_1507199573822" ><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<div class="envira-gallery-feed-output"><img decoding="async" class="envira-gallery-feed-image" src="https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/IMG_9909-1024x455-320x240_c.jpg" title="IMG_9909" alt="" /></div>
<h3>Curiosità</h3>
<p>La fama del <strong>Rosé des Riceys</strong> inizia nel periodo di <strong>Luigi XIV.</strong> Infatti si narra che alcuni muratori e sterratori provenienti da Les Riceys e che dovevano occuparsi delle opere idrauliche della Reggia di Versailles, avevano portato con sè varie bottiglie di questo vino. Luigi XIV assaggiandolo se ne innamorò.</p>
<p>Da allora la sua storia e la sua distribuzione al preso il via, tanto da essere considerato uno dei migliori vini rosè di Francia. Paradossalmente, un vino rosé tanto buono quanto originale e di razza come <strong>Morize</strong>, <strong>Lamoureux</strong> o <strong>Pelissot</strong>, ma che non hanno avuto la stessa cassa di risonanza di vini ben più blasonati che portano le etichette di: Vin de Frances Sans Soufre Ajoutè &#8220;Le Papillon Rosè&#8221;, Chateau Riotor, o Domaine Sylvain Pataille, Marsannay Rosé Fleur de Pinot.</p>

		</div>
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