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	<title>triple a Archivi | Enoteca il Grifo</title>
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	<title>triple a Archivi | Enoteca il Grifo</title>
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		<title>Triple &#8220;A&#8221; una nuova tendenza dei vignaioli</title>
		<link>https://www.enotecailgrifo.it/triple-a/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[francesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jan 2018 15:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[sul vino]]></category>
		<category><![CDATA[triple a]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La maggior parte dei vini attualmente prodotti nel mondo sono standardizzati, cioè ottenuti con tecniche agronomiche ed enologiche che mortificano l’impronta del vitigno, l’incidenza del territorio e la personalità del produttore. La standardizzazione sta generando vini simili in ogni angolo del pianeta, appiattiti nei caratteri organolettici e incapaci di sfidare il tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.enotecailgrifo.it/triple-a/">Triple &#8220;A&#8221; una nuova tendenza dei vignaioli</a> proviene da <a href="https://www.enotecailgrifo.it">Enoteca il Grifo</a>.</p>
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			<p><img decoding="async" class="size-medium wp-image-17543 alignright" src="https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-triplea-300x108.jpg" alt="AAA" width="300" height="108" srcset="https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-triplea-300x108.jpg 300w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-triplea-240x86.jpg 240w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-triplea-360x129.jpg 360w, https://www.enotecailgrifo.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-triplea.jpg 504w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La sigla <strong>Triple A</strong> è un’idea di <strong>Luca Gargano</strong>, uno dei primi vignaioli a credere nei vini prodotti in maniera completamente naturale e nel pieno rispetto della terra. Triple A è un manifesto scritto nel luglio 2001 e trova la sua origine nella constatazione che la maggior parte dei vini in vendita ha caratteristiche organolettiche standardizzate ed è incapace di resistere alle mode. Sono vini realizzati con tecniche agricole ed enologiche che deprimono l’impronta del vitigno, trascurano l’incidenza del territorio e non rispecchiamo la personalità del vignaiolo.<br />
La denominazione <strong>Triple A</strong> riunisce tutti quei produttori, nazionali e internazionali, che concepiscono il vino in maniera genuina e non permettono che la chimica danneggi i loro vigneti concepiti come fossero degli orti. I vignaioli intervengono lo stretto necessario nella produzione di questi capolavori da bere in cui è vietato categoricamente l&#8217;uso di lieviti selezionati. Le cantine associate al movimento <strong>Triple A</strong> desiderano distinguersi dalla massa e dai gusti più convenzionali e commerciali.</p>
<blockquote><p>
<em>Per questo, i vini Triple A sono sempre unici.</em>
</p></blockquote>

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			<h3>Il significato della sigla Triple A</h3>
<p>Secondo il manifesto di Luca Gargano, sono tre le doti necessarie per ottenere un grande vino e iniziano tutte con la vocale &#8220;A&#8221;. La Tripla A, infatti, sta per Agricoltori, Artigiani e Artisti.<br />
<strong>&#8220;A&#8221; come Agricoltori</strong> perché solo colui che coltiva il vigneto in prima persona riesce a instaurare un rapporto corretto tra uomo e vite, a rispettare i tempi di maturazione e a ottenere un’uva sana grazie a interventi naturali.<br />
<strong>&#8220;A&#8221; come Artigiani</strong> perché si applicano metodi e tecniche artigianali durante tutto il processo produttivo viticolo ed enologico senza modificare o alterare la struttura dell’uva e del vino.<br />
<strong>&#8220;A&#8221; come Artisti</strong> perché ogni produttore con la propria sensibilità enoartistica crea un piccolo capolavoro. Un vino emozionante perché rappresenta ed esalta le peculiarità del territorio e del vitigno.</p>
<h3>Il decalogo della Triple A</h3>
<p>Partendo da questi presupposti, nel 2003 a Genova, Luca Gargano ha creato un protocollo che i vignaioli devono seguire se vogliono ottenere vini Triple A sani e naturali. Ecco le dieci regole d’oro che coniugano viticoltura naturale, biologica e biodinamica:</p>
<p>· I produttori devono essere agricoltori che coltivano i vigneti senza l’uso di sostanze chimiche di sintesi e nel totale rispetto dei cicli naturali della pianta;</p>
<p>· Selezione manuale delle future viti, per una vera selezione massale;</p>
<p>· Uve sane e raccolte al termine della maturazione fisiologica;</p>
<p>· Utilizzo di mosti senza aggiunta di additivi e anidride solforosa;</p>
<p>· L&#8217;anidride solforosa può essere aggiunta in quantità minime soltanto nella fase dell’imbottigliamento;</p>
<p>· Impiego esclusivo di lieviti indigeni ed esclusione di lieviti selezionati;</p>
<p>· Nessun intervento chimico o fisico prima e durante la fermentazione alcolica con esclusione tassativa degli interventi di concentrazione attuati con qualsiasi metodo;</p>
<p>· Maturazione sulle &#8220;fecce fini&#8221; fino al momento dell’imbottigliamento;</p>
<p>· Nessuna correzione dei parametri chimici</p>
<p>· Nessuna chiarificazione o filtramento prima dell’imbottigliamento.</p>

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